I perché della scelta di FCA

Dallo scandalo dieselgate la vita dei motori diesel è sempre più dura. Cresce la lista dei produttori che hanno voltato, o stanno per voltare, le spalle all’ex indiscussa regina del mercato. Di poche ore fa l’ultimo annuncio. Ultimo solo in ordine cronologico, considerata l’importanza del soggetto. Entro il 2022 Fiat Chrysler Automobiles non produrrà più veicoli a gasolio, salvo alcuni mezzi commerciali e si unirà così ai brand – come Porsche e Toyota – che hanno già annunciato o attuato l’abbandono della motorizzazione diesel. La scelta resa pubblica dal gruppo guidato da Marchionne è un passo inevitabile per tutti i marchi, anche se ciascuno di essi lo renderà esecutivo con tempistiche e impatti differenti. Tale scelta, per ammissione della stessa FCA, è imputabile in primo luogo all’onere eccessivo richiesto oggi per produrre motori diesel in linea con le normative internazionali in tema di emissioni: onere cresciuto di circa il 20% rispetto al passato. A ciò si aggiunga la concomitante crisi della domanda di veicoli a gasolio, ormai sempre meno richiesti e sempre meno numerosi in tutti i Paesi (con forti resistenze in Italia, che contiamo/speriamo possano attenuarsi presto).

Un annuncio non scontato

La scelta resa pubblica dal gruppo Fiat Chrysler era tutt’altro che scontata, quantomeno nelle tempistiche. FCA è tra le poche case in cui la vendita di veicoli diesel nel 2017 ha fatto registrato un segno positivo: di soli 0.2% in Europa, ma assai sostanzioso nel nostro Paese. In Italia l’interesse del mercato per il diesel è infatti ancora forte: le auto a gasolio rappresentano il 57% del totale dei veicoli immatricolati, contro il 43% a livello europeo. Dal recente annuncio è però chiaro un dato: ben presto questi numeri subiranno un taglio sostanzioso e l’offerta green di FCA (come le quote di mercato di veicoli Fiat Chrysler non inquinanti) crescerà in modo esponenziale. Tale rivoluzione coinvolgerà – stando alle dichiarazioni del gruppo – tutti i brand FCA, da Jeep ad Alfa Romeo, passando per Dodge e Ram.

I costi per produrre diesel in linea con le normative sono cresciuti del 20%

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